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Sono da sempre affascinata dal paragrafo con cui Italo Calvino ha concluso la sua opera Il barone rampante.
E’ di una poesia ed una intensità incredibili, con quelle parole dal suono vellutato, con quella punteggiatura a volte assente, a volte terribilmente presente, con quel suo accostare immagini leggere a descrizioni reali, e con uno stile assolutamente unico, perfetto, totalmente fuori dagli schemi.
Queste frasi riescono a trasmettere molto più di quello che c’è scritto, intrappolando nero su bianco quelle sensazioni altrimenti indescrivibili, quasi a voler dare consistenza all’aria, risucendo a mostrare ciò che è invisibile.
Uno stile che colpisce, che si fa ricordare, e che non passa inosservato. Un modo di comunicarsi che va oltre le convenzioni, per suscitare emozioni con ciò che non rientra nel banale luogo comune.
Rileggo questo passo spesso, perchè non c’è nulla che più di queste parole riesca a descrivere il mio modo di trasmettere al mondo ciò che voglio comunicare, in un’armonia deliziosa di piccoli sussulti.
“Ombrosa non c’è più. Guardando il cielo sgombro, mi domando se è davvero esistita. Quel frastaglio di rami e foglie, biforcazioni, lobi, spiumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi irregolari e ritagli, forse c’era solo perchè ci passasse mio fratello, col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d’inchiostro, come l’ho lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi si intoppa, e poi ripiglia a attorcigliarsi, e corre e corre e si sdipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito.”


Auguri per il nuovo blog e complimenti per il nome scelto…
ciao
Simone