Il cliente ha sempre ragione (soprattutto quando ce l’ha davvero)
Non finirò mai di stupirmi di quanto alcuni commercianti non riescano a rapportarsi correttamente con i loro clienti, commettendo di continuo una miriade di errori di comunicazione.
Oggi sono stata in un’erboristeria in cui non ero mai entrata prima d’ora ed il titolare mi ha chiesto con un gran sorriso cosa desiderassi. Io stavo cercando nello specifico un gel d’aloe vera della marca Zuccari. Volevo proprio quello, non uno più grande, più piccolo, più costoso, più economico, più liquido o più addensato. Non mi interessava altro che il gel d’aloe della Zuccari e mi aspettavo mi desse proprio quello, o che – in alternativa - mi congedasse con un cortese “mi dispiace, non lo teniamo“.
Ma passiamo a quello che è realmente successo.
Alla mia domanda “Tenete la ditta Zuccari?” mi sono sentita rispondere “Cosa ci devi fare?”
Già qui mi verrebbe da dire al cortese erborista che saran fatti miei cosa ci devo fare, magari avrebbe potuto solo rispondermi un si o un no oppure chiedermi che tipo di prodotto stessi cercando.
Bene, la mia opinione su di lui iniziava già a scendere, ma un incidente di percorso può capitare, andiamo avanti.
Gli ho detto che cercavo un gel d’aloe ad uso topico e lui mi ha risposto con area saccente che non aveva ciò che desideravo e che il gel che vendeva lui era sicuramente migliore. Ma certo.
[Apro la parentesi: i miei amici mi conoscono e stanno sicuramente sorridendo, perchè sanno bene che io sono appassionata, anche se non ancora esperta, di cosmetici naturali e mi ero informata preventivamente prima di cercare proprio quel prodotto. Chiudo la parentesi].
Ho risposto gentilmente che il suo gel sarà stato sicuramente ottimo ma purtroppo io stavo cercando proprio quello di Zuccari, quindi non avevo intenzione di acquistare altro.
Al che il simpatico erborista ha replicato che il suo non conteneva parabeni, mentre quello della Zuccari si, lasciando scivolare con malizia ed arroganza la frase ”tu sicuramente saprai cosa sono i parabeni“, convinto che io lo avrei guardato in tutta risposta con gli occhi devastati dallo stupore. Peccato che io sapessi bene cosa fossero e sapessi altrettanto bene che il famoso e tanto sospirato gel della Zuccari non li contenesse.
E qui la mia opinione su questo commerciante ha subito un altro pesante contraccolpo: dato che cercavo un prodotto specifico non avrebbe dovuto proporre altri prodotti sostitutivi, se non con estremo garbo e buon gusto, e con la capacità di capire quando era il momento di smetterla e di non insistere ulteriormente.
Se in una buona parte dei casi è giusto ritenere che i clienti vadano consigliati, non è altrettanto corretto pensarlo quando ci si trova di fronte ad un cliente consapevole, che si è informato, che è appassionato e che non ha nessuna voglia di farsi trattare come un idiota.
Ma veniamo alla parte più bella. Si è accesa una discussione sul fatto che il gel d’aloe della Zuccari contenesse o meno parabeni finchè lo sventurato commerciante si è fatto cogliere dalla brillante idea di sventolarmi sotto il naso – con aria di sfida – un campioncino del gel incriminato. L’ho preso, ho letto l’Inci (cioè la lista degli ingredienti), e gli ho chiesto cortesemente di indicarmi dov’erano i parabeni.
Lui è ammutolito, ha preso il campioncino e si è reso conto che in effetti non c’erano. Ha controllato bene, con la lente di ingrandimento, ma questi dannatissimi parabeni non erano da nessuna parte, nemmeno scritti piccoli piccoli.
“Li avran tolti ieri“, ha sentenziato.
Certo, come no, ed io ho passato tutta la notte sul computer per informarmi e per farti fare una figura assolutamente pessima questa mattina.

maggio 2nd, 2009 at 10:26
Chiara, la tua è una riflessione molto interessante sull’evoluzione del rapporto negoziante e cliente.
Il caso da te citato è una chicca e a mio parere mostra in tutta la sua crudezza quanto alcuni negozianti poco preparati siano ancora convinti di essere molto più esperti del proprio cliente, oltre che in grado di fare scelte al posto suo, per il solo fatto di gestire un negozio specializzato.
Purtroppo, nel caso del commerciante di prodotti erboristici, ma non è certo l’unico ambito di applicazione, il ruolo di “esperto” è di fatto messo in discussioni dalla capacità della rete di mettere a disposizione di tutti informazioni fino ad un decennio fa inaccesibili ai più, oltre che permettere la diffusione di massa dall’opinione diretta di chi i prodotti li ha usati o ha avuto la necessità di analizzarne con precisione le caratteristiche.
In questi casi il tentativo di vendere prodotti grossomodo similari può risultare davvero controproducente sia ledendo la credibilità del singolo esperto, sia più in genere alimentando nel cliente un’opinione positiva nei confronti dei punti vendita self service, dalla GDO all’ecommerce, a discapito dei negozi di quartiere.
maggio 22nd, 2009 at 16:40
Concordo Daniela, e così come la rete permette alle persone di informarsi meglio su tutto ciò che interessa loro, così permette di esprimere liberamente idee ed opinioni, aiutando altre persone a comprendere ed informarsi meglio.